Trendwatching

COS'È

Non abbiamo la minima idea di chi o che cosa abiterà il nostro futuro. In quel senso, non abbiamo futuro. Il futuro non ha spazio perché il nostro presente è troppo mutevole. Abbiamo solo rischi di gestione, la ricomposizione degli scenari a partire dai singoli eventi: l’individuazione dei modelli. L’homo sapiens è legato al riconoscimento di modelli di pensiero: un dono e insieme una trappola. Vado a caccia di tendenze, anche se come definizione non mi piace. Il futuro è già lì che si gira a guardarci. (William Gibson, L’accademia dei sogni, 2005)

Il Trendwatching è una metodologia di ricerca qualitativa di matrice etnografica capace di rilevare tendenze estetiche ed espressive, discontinuità del gusto, stili di vita e culture di consumo che vanno emergendo a livello internazionale. In senso lato il trendwatching si configura come uno strumento di supporto per chi si occupa di marketing e sviluppo nuovi prodotti, così come per i professionisti della comunicazione, della creatività e del progetto.

PERCHÈ

L’unico modo per arrivare a una visione più ampia è essere in un punto particolare. (Donna Haraway, 1995)

I fenomeni e gli stili, gli oggetti e le icone generate a livello locale possono divenire repentinamente influenti a livello globale e tradursi in tendenze espressive transnazionali. Dal dettaglio di un vestito alla nuova mostra d’arte, dal graffito al locale cool, dal packaging inedito al prodotto di culto: i “segnali deboli” del presente, colti sul nascere, possono diventare le mode e le tendenze forti di domani e tradursi in insight strategici.
Il Trendwatching si applica in particolare a quei settori che rappresentano i layout dell’immaginario sociale contemporaneo, quali la moda, il design, il food, i consumi culturali (cinema, TV, musica, videogiochi, narrativa, fumetto…ecc), la nightlife, il retail, l’arte, l’advertising.

RISORSE

Tutto ciò che è detto, è detto da un osservatore. (H.R. Maturana, 1970)

L’osservatorio di trendwatching internazionale alla base del CTWF si avvale di tre principali fonti di rilevazione dati:
FIELD: rete internazionale di “osservatori sul campo” (urbanwatchers) che conducono attraverso l’osservazione partecipante ricerca sul campo in alcune città chiave del mondo. I punti di osservazione diretta worldwide sono le città che costituiscono importanti snodi glocal: luoghi di incubazione di nuovi fenomeni di costume, di stili di vita trendsetter, luoghi di generazione di discontinuità del gusto e delle abitudini di consumo locali. Gli osservatori rappresentano i terminali attivi di intercettazione, raccolta e contestualizzazione (framing) dei segnali deboli e dei fenomeni di discontinuità rilevati nelle città-field.
WEB RESEARCH: attività di netscouting e monitoraggio della Rete (web, blogosfera, social networking).
DESK ANALYSIS su un panel di riviste nazionali e internazionali.

MINIBIBLIO

Vuoi saperne di più?

BIBLIOGRAFIA
– Fulvio Carmagnola, Vezzi insulsi e frammenti di storia universale, Luca Sossella editore 2001
– Fulvio Carmagnola, Il consumo delle immagini. Estetica e beni simbolici nella fiction economy, Bruno Mondadori 2005
– Fulvio Carmagnola, Mauro Ferraresi, Merci di culto. Ipermerce e società mediale, Castelvecchi 1999
– Francesco Ianneo, Memetica: genetica e virologia di idee, credenze e mode, Castelvecchi 2005
– Malcolm Gladwell, Il punto critico. I grandi effetti dei piccoli cambiamenti, Rizzoli 2000
– Future Concept Lab, ConsumAuthors, Scheiwiller 2008
– Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza 2006
– Henrik Vejlgaard, Trend. Capire oggi ciò che farà tendenza domani, Etas 2008
– Bernard Cova, Alex Giordano, Mirko Pallera, Marketing non convenzionale, Viral, guerrilla, tribal, societing e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno, Il Sole 24 Ore 2012
– William Gibson, L’accademia dei sogni, Mondadori 2005
– Francesco Morace, I paradigmi del futuro. Lo scenario dei trend, Nomos LIbri 2012
– Marco Pedroni, Coolhunting. Genesi di una pratica professionale eretica, Franco Angeli 2010
– Martin Raymond, The Trend Forecaster’s handbook, Laurence King Publishing, 2010
– Malcolm Gladwell, The Coolhunt, in «The New Yorker», 17 marzo 1997, disponibile sul sito www.gladwell.com/1997/1997_03_17_a_cool.htm
– Grant Mc Cracken, Hunting the Cool Hunt, in «CultureBy», 28 dicembre 2002, disponibile sul sito www.cultureby.com/trilogy/2002/12/hunting_the_coo.html
– Grant McCracken, Who Killed the Cool Hunter?, in «CultureBy», 2 giugno 2006, disponibile sul sito www.cultureby.com/trilogy/2006/06/who_killed_the.html

SITOGRAFIA
www.trendwatching.com
www.trendhunter.com
www.wgsn.com
www.springwise.com
www.trendcentral.com
www.etnografiadigitale.it
www.ninjamarketing.com

BLOG ctwflive

TWITTER

facebook